martedì 19 dicembre 2017

MELANCONIE DI SUPER EX. UN BEL 2017, CON IL PAPA CHE CELEBRA PIÙ LUTERO DELLA MADONNA DI FATIMA. VEDIAMO NEL 2018 CHE SI INVENTA…

Marco Tosatti
SuperEx, ve lo ricordate: quello ex di Avvenire, ex dei movimenti per la vita e così via? Ci ha scritto per fare gli Auguri di Buone feste, a noi e alla Chiesa cattolica. E guardandosi indietro, ai dodici mesi che si stanno per compiere gli sono venute come delle melanconie. Perché, come scriveva quello lì, non ci sono parole più di tristi di “avrebbe potuto essere”. E invece sappiamo come vanno le cose nel regno di Re Francesco, Sovrano pontificio…
Caro Tosatti,
l’anno volge al termine e viene spontaneo chiedersi cosa un papa cattolico avrebbe potuto rammentare, al suo popolo, nel 2017.
La prima risposta che viene alla mente è: la Madonna di Fatima.
Per la verità Bergoglio ha dedicato alcune giornate a questa apparizione. Ma per archiviarla definitivamente. Detto, fatto. Oppure: “passata la festa, gabbato lo santo”.
Eh sì, perché in fretta e furia è stata accuratamente occultata tutta la carica tragica presente in quelle apparizioni: l’Inferno mostrato ai pastorelli, la profezia di un’ ulteriore guerra mondiale in caso di mancata conversione dell’umanità… E poi si è spiegato che Fatima, oggi, non ha più nulla da dire!
Certamente la Madonna apparsa cento anni fa in Portogallo non è per nulla bergogliana: parlava di conversione e castigo, e andava sistemata. Un po’ come sono stati ben ben sistemati i Francescani dell’Immacolata, a Lei devotissimi.
Nel viaggio di ritorno da Fatima, Bergoglio ha ritenuto opportuno di dare qualche picconata anche alle apparizioni di Medjugorje, che forse meritavano qualcosa di più di alcune battute dure e confuse, in piedi, sull’aereo traballante. Almeno per rispetto verso milioni di persone che ci credono, e che hanno diritto, se smentita andasse davvero data, ad una maggiore serietà e delicatezza!
Occorre rassegnarsi: la Madonna, nel 2017, non è stata al centro dei pensieri di Bergoglio. Forse anche perché quella ragazzina che portò nel suo grembo il Creatore, è un ostacolo serissimo al dialogo con i protestanti, cui vanno benone le donne pastore, le prediche femministe, ma non altrettanto che la Madre di Dio, una semplice donna, sia venerata dai cattolici.
Archiviare Fatima ha significato anche dimenticare un importantissimo centenario: quello della rivoluzione comunista in Russia. Del resto Fatima e la rivoluzione del 1917 sono strettamente collegati: fu proprio a Fatima che la Madonna previde le sventure del comunismo e che parlò di quel paese allora piuttosto marginale che era la Russia, e degli errori ed orrori che avrebbe sparso nel mondo, diffondendo la nefasta ideologia con l’ “oro di Mosca” (altro che le fakenews, quello era oro vero!).
Ma parlare male del comunismo – vista la simpatia di Bergoglio per il regime di Castro, il super dialogo con il governo comunista cinese, la stima per Evo Morales e per il suo Cristo crocifisso ad una falce e marte

MELANCONIE DI SUPER EX. UN BEL 2017, CON IL PAPA CHE CELEBRA PIÙ LUTERO DELLA MADONNA DI FATIMA. VEDIAMO NEL 2018 CHE SI INVENTA…

Marco Tosatti
SuperEx, ve lo ricordate: quello ex di Avvenire, ex dei movimenti per la vita e così via? Ci ha scritto per fare gli Auguri di Buone feste, a noi e alla Chiesa cattolica. E guardandosi indietro, ai dodici mesi che si stanno per compiere gli sono venute come delle melanconie. Perché, come scriveva quello lì, non ci sono parole più di tristi di “avrebbe potuto essere”. E invece sappiamo come vanno le cose nel regno di Re Francesco, Sovrano pontificio…
Caro Tosatti,
l’anno volge al termine e viene spontaneo chiedersi cosa un papa cattolico avrebbe potuto rammentare, al suo popolo, nel 2017.
La prima risposta che viene alla mente è: la Madonna di Fatima.
Per la verità Bergoglio ha dedicato alcune giornate a questa apparizione. Ma per archiviarla definitivamente. Detto, fatto. Oppure: “passata la festa, gabbato lo santo”.
Eh sì, perché in fretta e furia è stata accuratamente occultata tutta la carica tragica presente in quelle apparizioni: l’Inferno mostrato ai pastorelli, la profezia di un’ ulteriore guerra mondiale in caso di mancata conversione dell’umanità… E poi si è spiegato che Fatima, oggi, non ha più nulla da dire!
Certamente la Madonna apparsa cento anni fa in Portogallo non è per nulla bergogliana: parlava di conversione e castigo, e andava sistemata. Un po’ come sono stati ben ben sistemati i Francescani dell’Immacolata, a Lei devotissimi.
Nel viaggio di ritorno da Fatima, Bergoglio ha ritenuto opportuno di dare qualche picconata anche alle apparizioni di Medjugorje, che forse meritavano qualcosa di più di alcune battute dure e confuse, in piedi, sull’aereo traballante. Almeno per rispetto verso milioni di persone che ci credono, e che hanno diritto, se smentita andasse davvero data, ad una maggiore serietà e delicatezza!
Occorre rassegnarsi: la Madonna, nel 2017, non è stata al centro dei pensieri di Bergoglio. Forse anche perché quella ragazzina che portò nel suo grembo il Creatore, è un ostacolo serissimo al dialogo con i protestanti, cui vanno benone le donne pastore, le prediche femministe, ma non altrettanto che la Madre di Dio, una semplice donna, sia venerata dai cattolici.
Archiviare Fatima ha significato anche dimenticare un importantissimo centenario: quello della rivoluzione comunista in Russia. Del resto Fatima e la rivoluzione del 1917 sono strettamente collegati: fu proprio a Fatima che la Madonna previde le sventure del comunismo e che parlò di quel paese allora piuttosto marginale che era la Russia, e degli errori ed orrori che avrebbe sparso nel mondo, diffondendo la nefasta ideologia con l’ “oro di Mosca” (altro che le fakenews, quello era oro vero!).
Ma parlare male del comunismo – vista la simpatia di Bergoglio per il regime di Castro, il super dialogo con il governo comunista cinese, la stima per Evo Morales e per il suo Cristo crocifisso ad una falce e martello – non è parso opportuno. Neppure per aprire una finestra con gli ortodossi, che da quella rivoluzione ebbero a soffrire terribilmente, e che con i cattolici hanno molto più in comune dei luterani. Kasper e Marx non avrebbero compreso.
E allora mettiamo da parte la Madonnina e dimentichiamo il comunismo. Scalfari, Bonino e l’altro pupillo, Andrea Orlando, avranno sicuramente annuito, e questo ha la sua importanza, per il Vaticano di oggi. Serve quantomeno a far sì che per qualche tempo cali il sipario sullo Ior, dove succedono oggi cose inenarrabili, che solo 5 anni fa avrebbero fornito alla sinistra anticlericale materiale per denunce e narrazioni giornaliere.
Sussurra un amico che se Bergoglio non ha ricordato gli orrori del comunismo sovietico, è tutto sommato una fortuna. Perché nel farlo avrebbe potuto seguire uno schema ormai consolidato: quello per cui, quando è costretto a parlare della violenza islamica, fa scattare immediatamente il contrappeso: “anche i cattolici hanno i loro fanatici e i loro terroristi”. Immagina, mi dice, se avessimo dovuto sentirci dire che “anche i cattolici hanno fatto i loro gulag”!
I tempi sono questi: non solo la teologia ed il catechismo sono messi tutti i giorni a dura prova; ma, tra un colpetto alla grammatica ed una stoccata alla logica, si insinuano di continuo analisi storiche da brivido!
Se il 2017 non è stato dedicato nè alla Madonna di Fatima, nè all’anniversario della rivoluzione bolscevica, nè al dialogo con gli ortodossi, ciò non significa che non vi sia stato un qualche aggancio con la storia passata: per oltre un anno Bergoglio e i suoi uomini più intimi, come Galantino (il suo Nunzio), hanno commemorato e celebrato Martin Lutero. L’eretico e il divisore della cristianità e dell’Europa per eccellenza. L’amico dei sovrani e dei potenti; il creatore di chiese nazionali e nazionaliste, di Stato!
Bergoglio ha voluto iniziare le celebrazioni e gli osanna già nel 2016, andando in pellegrinaggio in Svezia.
Perché proprio la Svezia? Se c’è un paese secolarizzato, in cui fede e famiglia sono in crisi è proprio quello! I dati danno il 2 % di praticanti, per questa chiesa luterana all’avanguardia, che ha le donne prete ed è stata la prima al mondo a riconoscere i “matrimoni” omosessuali.
Eppure Bergoglio ha scelto proprio la Svezia. Il noto sociologo delle religioni Rodney Stark, nel suo ultimo volume, Il trionfo della fede,

MELANCONIE DI SUPER EX. UN BEL 2017, CON IL PAPA CHE CELEBRA PIÙ LUTERO DELLA MADONNA DI FATIMA. VEDIAMO NEL 2018 CHE SI INVENTA…

Marco Tosatti
SuperEx, ve lo ricordate: quello ex di Avvenire, ex dei movimenti per la vita e così via? Ci ha scritto per fare gli Auguri di Buone feste, a noi e alla Chiesa cattolica. E guardandosi indietro, ai dodici mesi che si stanno per compiere gli sono venute come delle melanconie. Perché, come scriveva quello lì, non ci sono parole più di tristi di “avrebbe potuto essere”. E invece sappiamo come vanno le cose nel regno di Re Francesco, Sovrano pontificio…
Caro Tosatti,
l’anno volge al termine e viene spontaneo chiedersi cosa un papa cattolico avrebbe potuto rammentare, al suo popolo, nel 2017.
La prima risposta che viene alla mente è: la Madonna di Fatima.
Per la verità Bergoglio ha dedicato alcune giornate a questa apparizione. Ma per archiviarla definitivamente. Detto, fatto. Oppure: “passata la festa, gabbato lo santo”.
Eh sì, perché in fretta e furia è stata accuratamente occultata tutta la carica tragica presente in quelle apparizioni: l’Inferno mostrato ai pastorelli, la profezia di un’ ulteriore guerra mondiale in caso di mancata conversione dell’umanità… E poi si è spiegato che Fatima, oggi, non ha più nulla da dire!
Certamente la Madonna apparsa cento anni fa in Portogallo non è per nulla bergogliana: parlava di conversione e castigo, e andava sistemata. Un po’ come sono stati ben ben sistemati i Francescani dell’Immacolata, a Lei devotissimi.
Nel viaggio di ritorno da Fatima, Bergoglio ha ritenuto opportuno di dare qualche picconata anche alle apparizioni di Medjugorje, che forse meritavano qualcosa di più di alcune battute dure e confuse, in piedi, sull’aereo traballante. Almeno per rispetto verso milioni di persone che ci credono, e che hanno diritto, se smentita andasse davvero data, ad una maggiore serietà e delicatezza!
Occorre rassegnarsi: la Madonna, nel 2017, non è stata al centro dei pensieri di Bergoglio. Forse anche perché quella ragazzina che portò nel suo grembo il Creatore, è un ostacolo serissimo al dialogo con i protestanti, cui vanno benone le donne pastore, le prediche femministe, ma non altrettanto che la Madre di Dio, una semplice donna, sia venerata dai cattolici.
Archiviare Fatima ha significato anche dimenticare un importantissimo centenario: quello della rivoluzione comunista in Russia. Del resto Fatima e la rivoluzione del 1917 sono strettamente collegati: fu proprio a Fatima che la Madonna previde le sventure del comunismo e che parlò di quel paese allora piuttosto marginale che era la Russia, e degli errori ed orrori che avrebbe sparso nel mondo, diffondendo la nefasta ideologia con l’ “oro di Mosca” (altro che le fakenews, quello era oro vero!).
Ma parlare male del comunismo – vista la simpatia di Bergoglio per il regime di Castro, il super dialogo con il governo comunista cinese, la stima per Evo Morales e per il suo Cristo crocifisso ad una falce e martello – non è parso opportuno. Neppure per aprire una finestra con gli ortodossi, che da quella rivoluzione ebbero a soffrire terribilmente, e che con i cattolici hanno molto più in comune dei luterani. Kasper e Marx non avrebbero compreso.
E allora mettiamo da parte la Madonnina e dimentichiamo il comunismo. Scalfari, Bonino e l’altro pupillo, Andrea Orlando, avranno sicuramente annuito, e questo ha la sua importanza, per il Vaticano di oggi. Serve quantomeno a far sì che per qualche tempo cali il sipario sullo Ior, dove succedono oggi cose inenarrabili, che solo 5 anni fa avrebbero fornito alla sinistra anticlericale materiale per denunce e narrazioni giornaliere.
Sussurra un amico che se Bergoglio non ha ricordato gli orrori del comunismo sovietico, è tutto sommato una fortuna. Perché nel farlo avrebbe potuto seguire uno schema ormai consolidato: quello per cui, quando è costretto a parlare della violenza islamica, fa scattare immediatamente il contrappeso: “anche i cattolici hanno i loro fanatici e i loro terroristi”. Immagina, mi dice, se avessimo dovuto sentirci dire che “anche i cattolici hanno fatto i loro gulag”!
I tempi sono questi: non solo la teologia ed il catechismo sono messi tutti i giorni a dura prova; ma, tra un colpetto alla grammatica ed una stoccata alla logica, si insinuano di continuo analisi storiche da brivido!
Se il 2017 non è stato dedicato nè alla Madonna di Fatima, nè all’anniversario della rivoluzione bolscevica, nè al dialogo con gli ortodossi, ciò non significa che non vi sia stato un qualche aggancio con la storia passata: per oltre un anno Bergoglio e i suoi uomini più intimi, come Galantino (il suo Nunzio), hanno commemorato e celebrato Martin Lutero. L’eretico e il divisore della cristianità e dell’Europa per eccellenza. L’amico dei sovrani e dei potenti; il creatore di chiese nazionali e nazionaliste, di Stato!
Bergoglio ha voluto iniziare le celebrazioni e gli osanna già nel 2016, andando in pellegrinaggio in Svezia.
Perché proprio la Svezia? Se c’è un paese secolarizzato, in cui fede e famiglia sono in crisi è proprio quello! I dati danno il 2 % di praticanti, per questa chiesa luterana all’avanguardia, che ha le donne prete ed è stata la prima al mondo a riconoscere i “matrimoni” omosessuali.
Eppure Bergoglio ha scelto proprio la Svezia. Il noto sociologo delle religioni Rodney Stark, nel suo ultimo volume, Il trionfo della fede, ci dà su questo paese alcune notizie. Rammenta anzitutto che la chiesa luterana è stata chiesa di stato sino al 2006 e che da tempo versa in agonia. Ad andare forte, in Svezia, non sono i luterani, ma i culti New Age e orientali: il 20% crede nella reincarnazione e si interessa all’oroscopo; la metà crede nella telepatia; uno su cinque confida nel potere degli amuleti; due su cinque credono ai fantasmi; abbonda tra i giovani l’interesse per gli Ufo… Dovunque insomma, scrive Stark, una “religione privata e invisibile”, un fai da te in piena coerenza con il “libero esame ” e l’individualismo protestante. Di discernimento in discernimento, a Roma si vuole che ognuno si faccia il suo Credo e la sua morale, come in Svezia?
E nel 2018?
Essendo il cinquantesimo del 1968, probabilmente assisteremo al trionfo di John Lennon ed Imagine diventerà l’inno del Vaticano. La parola “pace” potrebbe fornire innumerevoli spunti, ad innumerevoli prediche. Così dopo l’anno della misericordia; il quinquennio dei migranti e dell’ambiente, avremmo l’anno “peace and love” (Amoris laetitia fornirà alcuni spunti all’uopo).
Sembra inoltre che l’anniversario sarà celebrato smontando pezzo per pezzo, come già si è iniziato a fare, Humanae vitae: l’enciclica con cui Paolo VI, proprio nel 1968, disse il suo no alla rivoluzione antropologica ed etica del suo tempo.



MELANCONIE DI SUPER EX. UN BEL 2017, CON IL PAPA CHE CELEBRA PIÙ LUTERO DELLA MADONNA DI FATIMA. VEDIAMO NEL 2018 CHE SI INVENTA…

Marco Tosatti
SuperEx, ve lo ricordate: quello ex di Avvenire, ex dei movimenti per la vita e così via? Ci ha scritto per fare gli Auguri di Buone feste, a noi e alla Chiesa cattolica. E guardandosi indietro, ai dodici mesi che si stanno per compiere gli sono venute come delle melanconie. Perché, come scriveva quello lì, non ci sono parole più di tristi di “avrebbe potuto essere”. E invece sappiamo come vanno le cose nel regno di Re Francesco, Sovrano pontificio…
Caro Tosatti,
l’anno volge al termine e viene spontaneo chiedersi cosa un papa cattolico avrebbe potuto rammentare, al suo popolo, nel 2017.
La prima risposta che viene alla mente è: la Madonna di Fatima.
Per la verità Bergoglio ha dedicato alcune giornate a questa apparizione. Ma per archiviarla definitivamente. Detto, fatto. Oppure: “passata la festa, gabbato lo santo”.
Eh sì, perché in fretta e furia è stata accuratamente occultata tutta la carica tragica presente in quelle apparizioni: l’Inferno mostrato ai pastorelli, la profezia di un’ ulteriore guerra mondiale in caso di mancata conversione dell’umanità… E poi si è spiegato che Fatima, oggi, non ha più nulla da dire!
Certamente la Madonna apparsa cento anni fa in Portogallo non è per nulla bergogliana: parlava di conversione e castigo, e andava sistemata. Un po’ come sono stati ben ben sistemati i Francescani dell’Immacolata, a Lei devotissimi.
Nel viaggio di ritorno da Fatima, Bergoglio ha ritenuto opportuno di dare qualche picconata anche alle apparizioni di Medjugorje, che forse meritavano qualcosa di più di alcune battute dure e confuse, in piedi, sull’aereo traballante. Almeno per rispetto verso milioni di persone che ci credono, e che hanno diritto, se smentita andasse davvero data, ad una maggiore serietà e delicatezza!
Occorre rassegnarsi: la Madonna, nel 2017, non è stata al centro dei pensieri di Bergoglio. Forse anche perché quella ragazzina che portò nel suo grembo il Creatore, è un ostacolo serissimo al dialogo con i protestanti, cui vanno benone le donne pastore, le prediche femministe, ma non altrettanto che la Madre di Dio, una semplice donna, sia venerata dai cattolici.
Archiviare Fatima ha significato anche dimenticare un importantissimo centenario: quello della rivoluzione comunista in Russia. Del resto Fatima e la rivoluzione del 1917 sono strettamente collegati: fu proprio a Fatima che la Madonna previde le sventure del comunismo e che parlò di quel paese allora piuttosto marginale che era la Russia, e degli errori ed orrori che avrebbe sparso nel mondo, diffondendo la nefasta ideologia con l’ “oro di Mosca” (altro che le fakenews, quello era oro vero!).
Ma parlare male del comunismo – vista la simpatia di Bergoglio per il regime di Castro, il super dialogo con il governo comunista cinese, la stima per Evo Morales e per il suo Cristo crocifisso ad una falce e martello – non è parso opportuno. Neppure per aprire una finestra con gli ortodossi, che da quella rivoluzione ebbero a soffrire terribilmente, e che con i cattolici hanno molto più in comune dei luterani. Kasper e Marx non avrebbero compreso.
E allora mettiamo da parte la Madonnina e dimentichiamo il comunismo. Scalfari, Bonino e l’altro pupillo, Andrea Orlando, avranno sicuramente annuito, e questo ha la sua importanza, per il Vaticano di oggi. Serve quantomeno a far sì che per qualche tempo cali il sipario sullo Ior, dove succedono oggi cose inenarrabili, che solo 5 anni fa avrebbero fornito alla sinistra anticlericale materiale per denunce e narrazioni giornaliere.
Sussurra un amico che se Bergoglio non ha ricordato gli orrori del comunismo sovietico, è tutto sommato una fortuna. Perché nel farlo avrebbe potuto seguire uno schema ormai consolidato: quello per cui, quando è costretto a parlare della violenza islamica, fa scattare immediatamente il contrappeso: “anche i cattolici hanno i loro fanatici e i loro terroristi”. Immagina, mi dice, se avessimo dovuto sentirci dire che “anche i cattolici hanno fatto i loro gulag”!
I tempi sono questi: non solo la teologia ed il catechismo sono messi tutti i giorni a dura prova; ma, tra un colpetto alla grammatica ed una stoccata alla logica, si insinuano di continuo analisi storiche da brivido!
Se il 2017 non è stato dedicato nè alla Madonna di Fatima, nè all’anniversario della rivoluzione bolscevica, nè al dialogo con gli ortodossi, ciò non significa che non vi sia stato un qualche aggancio con la storia passata: per oltre un anno Bergoglio e i suoi uomini più intimi, come Galantino (il suo Nunzio), hanno commemorato e celebrato Martin Lutero. L’eretico e il divisore della cristianità e dell’Europa per eccellenza. L’amico dei sovrani e dei potenti; il creatore di chiese nazionali e nazionaliste, di Stato!
Bergoglio ha voluto iniziare le celebrazioni e gli osanna già nel 2016, andando in pellegrinaggio in Svezia.
Perché proprio la Svezia? Se c’è un paese secolarizzato, in cui fede e famiglia sono in crisi è proprio quello! I dati danno il 2 % di praticanti, per questa chiesa luterana all’avanguardia, che ha le donne prete ed è stata la prima al mondo a riconoscere i “matrimoni” omosessuali.
Eppure Bergoglio ha scelto proprio la Svezia. Il noto sociologo delle religioni Rodney Stark, nel suo ultimo volume, Il trionfo della fede, ci dà su questo paese alcune notizie. Rammenta anzitutto che la chiesa luterana è stata chiesa di stato sino al 2006 e che da tempo versa in agonia. Ad andare forte, in Svezia, non sono i luterani, ma i culti New Age e orientali: il 20% crede nella reincarnazione e si interessa all’oroscopo; la metà crede nella telepatia; uno su cinque confida nel potere degli amuleti; due su cinque credono ai fantasmi; abbonda tra i giovani l’interesse per gli Ufo… Dovunque insomma, scrive Stark, una “religione privata e invisibile”, un fai da te in piena coerenza con il “libero esame ” e l’individualismo protestante. Di discernimento in discernimento, a Roma si vuole che ognuno si faccia il suo Credo e la sua morale, come in Svezia?
E nel 2018?
Essendo il cinquantesimo del 1968, probabilmente assisteremo al trionfo di John Lennon ed Imagine diventerà l’inno del Vaticano. La parola “pace” potrebbe fornire innumerevoli spunti, ad innumerevoli prediche. Così dopo l’anno della misericordia; il quinquennio dei migranti e dell’ambiente, avremmo l’anno “peace and love” (Amoris laetitia fornirà alcuni spunti all’uopo).
Sembra inoltre che l’anniversario sarà celebrato smontando pezzo per pezzo, come già si è iniziato a fare, Humanae vitae: l’enciclica con cui Paolo VI, proprio nel 1968, disse il suo no alla rivoluzione antropologica ed etica del suo tempo.





la nuova chiesa???

Lucia Caram, la "suora" blasfema della neo-chiesa bergogliana


Nel novero dei personaggi impresentabili della setta conciliare merita in esser inserito il nome di Lucia Caram, suora domenicana di clausura (?) di origine argentina che lo scorso febbraio, nel corso di un programma spagnolo (qui), ha bestemmiato la sacra Verginità di Maria Santissima affermando: 
Maria e Giuseppe avevano una relazione normale di coppia che ovviamente comportava anche fare sesso come tutte le coppie normali.

La stampa riporta che i fedeli cattolici, offesi da questo pubblico oltraggio alla Madonna, hanno chiesto alla Gerarchia la sua punizione. A seguito dello scandalo suscitato dalle sue parole, la religiosa non ha ritrattato quanto detto, limitandosi a chieder scusa a chi si fosse sentito offeso:

Volevo dire che non sarei scandalizzata se la Vergine Maria avesse avuto una relazione di coppia con suo marito, il matrimonio e il sesso sono una benedizione.
Per molto tempo la Chiesa ha avuto un pessimo rapporto con i temi legati alla sessualità. Era negato e visto come qualcosa di sporco da nascondere, invece io penso che sia una benedizione. [...] Insomma è veramente difficile credere che Maria e Giuseppe non avessero relazioni sessuali e che lei fosse davvero vergine. San Giuseppe è stato sempre raffigurato come un vecchio con la barba. E allora io mi domando: Maria stava con un uomo che poteva essere suo nonno? Ma no, no, lei era innamorata di Giuseppe e la loro relazione era come quella di qualsiasi coppia.

La Santa Sede - chiamiamola così - da allora non ha preso alcun provvedimento, e la Caram continua a tenere programmi di cucina in televisione e a pubblicare libri. E le sue entrate, a quel che risulta (qui) paiono ben poco coerenti con gli scopi caritativi ufficialmente dichiarati. Tra l'altro la Caram è attivamente impegnata in politica, nonostante il divieto sancito dal Diritto Canonico.

I giornali riferiscono che avrebbe ricevuto minacce di morte da parte di integralisti cattolici, i quali notoriamente sono violenti e assassini. Probabilmente la minaccia più dura potrebbe trovarla lei stessa nel Vangelo (Lc XVII, 1-2):

Guai a colui per cui avvengono. E' meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.

Non stupisce che questa rinnegata eretica, fautrice del dialogo ecumenico e di tutte le istanze della neo-chiesa, ivi compresa la difesa dei sodomiti e dei transessuali, condivida col Sedicente le proprie origini argentine. 

Triste eredità che accomuna una bestemmiatrice della Vergine al distruttore della Chiesa di Cristo.

Questa accolita di anime belle, di fulgidi esempi di carità e cristiana pietà, si onora di aggiungere al serto glorioso ond'è coronato il pontificato di Bergoglio anche quest'ultima gemma di virtù.




http://opportuneimportune.blogspot.it/2017/12/maria-caram-la-suora-blasfema-della-neo.html

giovedì 30 novembre 2017

I cardinali Burke, Brandmüller e Müller e il “Papa dittatore”

I cardinali Burke, Brandmüller e Müller e il “Papa dittatore”


(di Roberto de Mattei) Nelle ultime settimane, sono apparse tre interviste di altrettanti eminenti cardinali. La prima è stata rilasciata il 28 ottobre 2017 dal cardinale Walter Brandmüller a Christian Geyer e Hannes Hintermeier del Frankfurter Allgmeine Zeitung; la seconda è stata accordata il 14 novembre dal cardinale Raymond Leo Burke ad Edward Pentin del National Catholic Register; la terza, del cardinale Gerhard Müller, è apparsa il 26 novembre sulle colonne del Corriere della Sera, a cura di Massimo Franco.
Il cardinale Brandmüller ha manifestato la sua inquietitudine davanti alla possibilità che si apra una divisione nella Chiesa. «Il solo fatto che una petizione con 870.000 firme rivolte al Papa per chiedergli una chiarificazione resti senza risposta – come non ottengono risposta 50 studiosi di rango internazionale – suscita delle questioni. È veramente difficile da capire». «Rivolgere al Papa dei dubia, dei dubbi, delle questioni, è sempre stato un modo per dissipare le ambiguità assolutamente normale. Per dirlo semplicemente, la questione è la seguente: qualcosa che ieri era un peccato può essere oggi buono? Ci si chiede inoltre se ci sono realmente degli atti – è la dottrina costante della Chiesa – che sono sempre e in tutte le circostanze moralmente riprovevoli? Come, per esempio, il fatto di uccidere l’innocente o l’adulterio? È questo il punto. Se si dovesse rispondere effettivamente con un “sì” alla prima questione e con un “no” alla seconda, ciò sarebbe di fatto un’eresia, e quindi uno scisma. Una scissione nella Chiesa».
Il cardinale Burke, che ha dichiarato di rimanere sempre in comunicazione con il cardinale Brandmüller, ha formulato un nuovo monito «sulla gravità di una situazione che non cessa di peggiorare» e ha riaffermato la necessità di far luce su tutti i passaggi eterodossi di Amoris laetitia. Ci troviamo infatti di fronte a un processo che costituisce «una sovversione delle parti essenziali della Tradizione». «Al di là del dibattito sulla morale, viene eroso sempre di più nella Chiesa il senso della pratica sacramentale, soprattutto per quanto riguarda la penitenza e l’Eucarestia».
Il cardinale si rivolge nuovamente a papa Francesco e a tutta la Chiesa, sottolineando «quanto è urgente che il Papa, esercitando il ministero che ha ricevuto dal Signore, possa confermare i suoi fratelli nella fede, esprimendo chiaramente l’insegnamento sulla morale cristiana e sul significato della pratica sacramentale della Chiesa».
Il cardinale Müller, da parte sua, afferma che esiste il pericolo di uno scisma all’interno della Chiesa e che la responsabilità della divisione non è dei cardinali dei dubia sull’Amoris laetitia, né deifirmatari della Correctio filialis a papa Francesco, ma del “cerchio magico” del Papa, che impedisce una discussione aperta ed equilibrata sui problemi dottrinali sollevati da queste critiche.
«Attenzione: se passa la percezione di un’ingiustizia da parte della Curia romana, quasi per forza di inerzia si potrebbe mettere in moto una dinamica scismatica, difficile poi da recuperare. Credo che i cardinali che hanno espresso dei dubbi sull’Amoris laetitia, o i 62 firmatari di una lettera di critiche anche eccessive al Papa vadano ascoltati, non liquidati come “farisei” o persone brontolone. L’unico modo per uscire da questa situazione è un dialogo chiaro e schietto. Invece ho l’impressione che nel “cerchio magico” del Papa ci sia chi si preoccupa soprattutto di fare la spia su presunti avversari, così impedendo una discussione aperta ed equilibrata. Classificare tutti i cattolici secondo le categorie di “amico” o “nemico” del Papa, è il danno più grave che causano alla Chiesa. Uno rimane perplesso se un giornalista ben noto, da ateo si vanta di essere amico del Papa; e in parallelo un vescovo cattolico e cardinale come me viene diffamato come oppositore del Santo Padre. Non credo che queste persone possano impartirmi lezioni di teologia sul primato del Romano Pontefice».
Il cardinale Müller, secondo il suo intervistatore, non ha ancora smaltito «la ferita», dei tre collaboratori licenziati poco prima del suo mancato rinnovo alla testa della Congregazione, lo scorso mese di giugno. «Sono stati dei preti buoni e competenti che lavoravano per la Chiesa con dedizione esemplare», è il suo giudizio. «Le persone non possono essere mandate via ad libitum, senza prove né processo, solo perché qualcuno ha denunciato anonimamente vaghe critiche al Papa mosse da parte di uno di loro…».
Qual’è il regime sotto il quale le persone sono trattate in questo modo? Lo aveva scritto Damian Thompson su The Spectator dello scorso 17 luglio, (https://blogs.spectator.co.uk/2017/07/ pope-francis-is-behaving-like-a-latin-american-dictator-but-the-liberal-media-arent-interested/).
Il licenziamento dei collaboratori del cardinale Müller «fa venire in mente alcuni dei suoi predecessori più autoritari o, addirittura, qualche dittatore latino-americano che abbracciava le folle e dava sfoggio del suo stile di vita umile mentre i suoi luogotenenti vivevano nel timore delle sue sfuriate». Questo aspetto del pontificato di papa Francesco è ora oggetto di un libro, appena pubblicato dal significativo titolo Il papa dittatore (https://www.amazon.it/Papa-Dittatore-Marcantonio-Colonna-ebook/dp/B077M5ZH4M). L’autore è uno storico di formazione oxfordiana, che si cela sotto il nome di “Marcantonio Colonna”. Lo stile è sobrio e documentato, ma le accuse rivolte verso papa Bergoglio sono forti e numerose.
Molti degli elementi su cui si basa per formulare le sue accuse erano noti, ma ciò che è nuova è la accurata ricostruzione di una serie di “quadri storici”: i retroscena dell’elezione di papa Bergoglio, pilotata dalla “mafia di San Gallo”; le vicende argentine di Bergoglio prima della sue elezione; gli ostacoli incontrati dal cardinale Pell per aver tentato una riforma finanziaria della Curia; la revisione della Pontificia Accademia per la Vita; la persecuzione dei Francescani dell’Immacolata e la decapitazione del Sovrano Militare Ordine di Malta.
I mass media, pronti a fustigare con sdegno ogni episodio di malgoverno e di corruzione, tacciono di fonte a questi scandali. Il principale merito di questo studio storico è di averli portati alla luce. «La paura è la nota dominante della Curia sotto la legge di Francesco, insieme al sospetto reciproco. Non si tratta solo di informatori che ricercano vantaggi riportando una conversazione privata – come hanno scoperto i tre subordinati del cardinale Müller. In un’organizzazione in cui le persone moralmente corrotte sono state lasciate a posto e addirittura promosse da papa Francesco, un subdolo ricatto è all’ordine del giorno. Un sacerdote della Curia ha così ironizzato: “Si dice che non conta quello che conosci, ma chi conosci. In Vaticano è così: conta quello che conosci di chi conosci”».
Il libro di Marcantonio Colonna conferma insomma quanto l’intervista del cardinale Müller adombra: l’esistenza di un clima di spionaggio e di delazione che l’ex Prefetto della Dottrina della Fede attribuisce a un “cerchio magico”che condiziona le scelte del Papa, mentre lo storico oxfordiano lo riferisce al modus gubernandi di papa Francesco, che egli paragona ai metodi autocratici del dittatore argentino Juan Peron, di cui il giovane Bergoglio è stato seguace.
Si potrebbe rispondere nihil sub sole novum (Ecclesiaste 1, 10). La Chiesa ha visto ben altre deficienze di governo. Ma se questo pontificato sta realmente portando a una divisione tra i fedeli, come i tre cardinali sottolineano, le ragioni non possono essere limitate alla maniera di governo di un Papa, ma devono essere ricercate in qualcosa di assolutamente inedito nella storia della Chiesa: la separazione del Romano Pontefice dalla dottrina del Vangelo, che egli ha, per divino mandato, il dovere di trasmettere e custodire. E’ questo il cuore del problema religioso del nostro tempo. (Roberto de Mattei)

https://www.corrispondenzaromana.it/cardinali-burke-brandmuller-muller-papa-dittatore/

Una madre scrive al Papa

“Santo Padre,
sono una donna, moglie e madre ‘normale’.
Mi presento così perché vorrei che, leggendo questa mia lettera – se gliela faranno leggere personalmente – pensasse alla sua mamma, la quale certamente sarà stata anche lei una donna, moglie e madre ‘normale’.
Non sono dunque una lesbica desiderosa di avere un figlio, né una divorziata risposata che non è ben vista in parrocchia.
Sono una … ‘normale’.
Forse, sarà per questo motivo che ho il timore che non mi degnerà di risposta?
Ma, Le chiedo, non risponderebbe neppure a sua mamma?
Come donna, moglie e madre ‘normale’, dunque, non posso tacerLe tutto il dolore che provo per quanto vedo accadere in questo inizio di terzo millennio, nel mondo, nella famiglia e … soprattutto nella Chiesa!
Ho contratto matrimonio con l’unico uomo al cui fianco so di dover invecchiare, nella buona ma, anche, nella cattiva sorte!
Ho avuto in dono due figlie, oggi maggiorenni, che abbiamo cercato di far crescere soprattutto nel rispetto di valori inalienabili che, con tanta difficoltà al giorno d’oggi, cerco assieme a mio marito di difendere nonostante tutto, in loro e per loro!
Le cito solo un ultimissimo episodio per renderLe subito l’idea di ciò cui mi riferisco.
Le mie figlie sentono in tv dalla Sua bocca che “evitare la gravidanza in certi casi non è un male assoluto” e ne nasce una discussione in casa.
Ovviamente, per le mie figlie a fare due più due è bastato un attimo: “Dunque, anche la contraccezione non è un male; dunque commettere atti impuri – che per noi sono atti di amore (sic!) – non è un male, purché evitiamo una gravidanza”.
Ecco il punto.
E questo è un solo esempio; ma Le potrei fare mille altri, ormai quotidiani.
So – perché un giorno ce lo ha confidato in un incontro di catechesi, dicendo il peccato ma non il peccatore – quanto ha dovuto lottare un povero prete per convincere un ragazzo che compiere atti omosessuali è peccato; e che doveva chiedere perdono confessandosi; mentre il ragazzo insisteva dicendo che il Papa ha detto, ha detto, ha detto …
Ormai sono scenari di tutti i giorni e per tutti i problemi: da una parte sta quella che viene considerata la libertà, la gioia, il Papa e il peccato; dall’altra stanno quei poveri preti che, nel silenzio della preghiera, lottano contro il peccato con l’enorme fatica di chi non sente vicino a sé, in questa lotta, il Vicario di Cristo!
E’ pazzesco!
Io mi rendo perfettamente conto del ‘peso’ che può essere, per un semplice uomo benché assistito dalla Grazia, il guidare ‘la barca di Pietro’.
Ma Lei, Santo Padre, si rende conto del ‘peso’ che ha ogni Sua parola e del male che essa sta producendo – all’anima più che al corpo! – di chi La ascolta?
Io voglio sperare che tutto ciò non sia fatto per ‘mero calcolo’, ma sia solo frutto di una Sua eccessiva ingenua – anche se orrenda – spontaneità!
Perché, se si trattasse di calcolo voluto, mi sentirei totalmente ‘tradita’ dal Santo Padre, che ha ricevuto da Gesù il compito di ‘confermare’ nella fede, non di insinuare dubbi e di distruggerla!
Per finire vorrei chiederLe dunque, e concludo: secondo Lei, la sua mamma, che di certo La starà osservando dal Cielo e conosce ormai ‘tutta intera’ la Verità, oggi sarà contenta di Lei?
Nel garantirLe il ricordo della Sua persona nelle mie povere preghiere, La ringrazio per il tempo che avrà voluto dedicare a questo mio scritto, sperando che L’aiuti in una scelta di conversione.
Con le lacrime agli occhi, Le porgo, Santità, i miei filiali saluti”

http://www.marcotosatti.com/2017/11/30/una-madre-scrive-al-papa-da-tanti-mesi-e-ancora-in-attesa-di-risposta-e-molti-altri-come-lei/

 https://i1.wp.com/www.passionemamma.it/wp-content/uploads/2016/12/pianto.jpg

A Fatima, la Madre Mia Santissima vi ha annunciato questi tempi

 http://www.ottavioviaggi.com/wp-content/uploads/2017/03/FATIMA-2017_2.jpg

Perché tanta incredulità alle Mie parole?
NON CONCEDERÒ GRAZIE A CHI NON SI SARÀ UMILIATO A ME!
Carbonia, 19.11.2017
Ore 11.34/11.50

Figlia Mia benedetta, il tempo è segnato, tutto è compiuto, il vostro Dio ora interverrà per mettere fine all’assurdo e abominevole male che è nell’uomo.
• Figli Miei, perché vi fate tante domande?
• Forse non vedete quello che succede nel mondo?
• Siete divenuti ciechi e sordi, siete divenuti impazienti!
• Perché tanta incredulità alle Mie parole?
I Miei profeti annunciano la Mia Verità, non tarderete a vedere, ma quando vedrete, sarete in grado di sopportare l’ira di Dio?
Allora, e solo allora direte: perdonaci Signore, per tanta incredulità alle Tue parole?
Perdonaci perché i nostri occhi non si sono aperti prima per poterTi aiutare in questa lotta contro il male che impera in noi miseri uomini?
Figli Miei, voi volete vedere subito ma non Mi date quello che IO vi chiedo:
• siete consapevoli che il Mio Amore è in voi?
• Siete in grado di capire la Mia Volontà?
Siete stolti figlioli, pretendete da Me ma voi non Mi date nulla di voi!
Siete divenuti tiepidi e arroganti, state in attesa di avere segni per avere delle conferme, ma in verità, in verità vi dico che, quando tutto accadrà il vostro cuore morirà se non avrete rispettato i Miei Comandamenti, se non vi sarete purificati con una buona confessione per avere il Mio perdono!
Non state ad attendere di vedere, preparatevi all’incontro con Me, pensate a salvarvi, non deturpate il vostro cuore cercando conferme, succederà a breve! Che voi ci crediate o no!
Peccato per chi ancora si pone tante domanda e disprezza il Mio dire attraverso i Miei mezzi nel mondo.
Mia Madre non è venuta a voi per dirvi cose inutili, cose che mai accadranno! Vedrete tutto figlioli, tutto!
Allora Mi implorerete il perdono per non aver creduto, per non aver avuto pazienza, per avere dubitato di Me e dei Miei profeti. 
Preparatevi figli Miei, preparatevi perché in verità vi dico:
• Chi non si sarà messo in obbedienza a Me!
• Chi non si sarà prostrato al figlio di Dio!
• Chi avrà rinnegato la Sua voce!
• Chi si sarà unito a satana!
Sarà da me trattato allo stesso modo!
Io non concederò grazie a chi non si sarà umiliato a Me e Mi avrà riconosciuto nella Mia Santa Parola.
Non siate schiavi del vostro orgoglio, spogliatevi della veste che indossate e mettete in voi l’abito nuovo, quello della luce, e non abbiate pretese, perché non siete nelle condizioni di pretendere.
Segnatevi in Me oh uomini, seguite il Mio Santo Vangelo e non dubitate del Mio amore per voi.
A Fatima, la Madre Mia Santissima vi ha annunciato questi tempi, non si sono realizzati subito, sono passati degli anni, ma oggi si compiono quelle profezie!
Il Disegno di Dio non potete capirlo in tutte le Sue parti; voi figlioli Miei, dovete ascoltare la Sua Parola, la Sua Voce!
Tutto vi è stato rivelato, nelle Sacre Scritture trovate la Parola e la Voce del vostro Dio, ascoltateLa e nutritevi della Sua Parola per poter capire il linguaggio di DIO!
Non deridete i Miei profeti se voi non siete in grado di comprendere la Mia Parola per vostra ignoranza a Me.
È ora di mettere fine a queste cattiverie.
Vengo per segnare il tempo in Me, metterò fine a tutto il marcio che impera nei vostri cuori induriti dal cattivo esempio di satana, al quale non mancate di porre attenzione.
Attenti figli Miei, attenti! Già in passato sono stato tradito e sono stato Crocifisso, ma oggi vengo a dettare il Mio basta!
Chi vuol capire capisca, mettetevi alla Mia sequela secondo i Miei comandi.
Dio con voi!

lunedì 27 novembre 2017

PAPA FRANCESCO: DIO è INGIUSTO



UN DONO DELLO SPIRITO SANTO????
"“DIO è INGIUSTO? Sì, è stato INGIUSTO con suo figlio, l’ha mandato in croce."
Parole pronunciate dal Vicario di Cristo Papa FRANCESCO giovedì 15 dicembre 2016 in aula Paolo VI.

Come è possibile GIUSTIFICARE una TALE INCREDIBILE AFFERMAZIONE??? DIO E' INGIUSTO????????

https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-udienza-al-bambino-gesu